Ultima variazione: 24/04/2020   
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DIMISSIONI VOLONTARIE:nuova procedura

DIMISSIONI VOLONTARIE:
nuova procedura per contrastare gli abusi

È entrata in vigore la nuova procedura introdotta dal Jobs Act per contrastare gli abusi, ovvero il cosiddetto fenomeno delle "dimissioni in bianco". A partire dal 12 marzo le dimissioni volontarie dal lavoro (anche per pensionamento) potranno essere solo telematiche.
Il lavoratore interessato può:
· Procedere autonomamente registrandosi presso il sito del Ministero del Lavoro http://www.lavoro.gov.it e seguire la procedura prevista.
· Farsi assistere da un soggetto abilitato (Sindacato, Patronato, Ente di certificazione) e ottenere la compilazione telematica direttamente tramite questo soggetto. La CGIL di Forlì e quella di Cesena effettuano questo servizio in modo assolutamente gratuito per gli iscritti.

La CGIL effettua il servizio agli iscritti in modo assolutamente gratuito prestando assistenza per la presentazione della domanda e la gestione della stessa, chi fosse interessato può contattarci per prenotare il servizio, anche su appuntamento, e presentandosi poi con:
1) codice fiscale, busta paga e documento identità del lavoratore e mail,
2) data di inizio del preavviso e data di cessazione del rapporto di lavoro e contratto di lavoro applicato,
3) codice fiscale /denominazione / indirizzo sede lavoro / comune sede lavoro / CAP sede lavoro / E mail / PEC del proprio datore di lavoro.

Di seguito alcune precisazioni in proposito "Dimissioni Volontarie e Risoluzione Consensuale D.lgs 151/2015"

La nuova normativa riguardante le dimissioni volontarie e risoluzione consensuale prevede in maniera esclusiva l'invio delle stesse tramite procedura telematica. La compilazione e l'invio del modulo possono essere effettuati direttamente dal lavoratore o tramite i patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali e commissioni di certificazione.
Il nuovo sistema di dimissioni si applica ad esclusione delle "ipotesi di cui all'art.55, comma 4, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n.151 e successive modificazioni” e di altri casi ben specificati che riassumiamo complessivamente di seguito:
- lavoratrice, durante il periodo di gravidanza;
- lavoratrice e il lavoratore, durante i primi tre anni di vita del bambino;
- lavoratore e la lavoratrice, nei primi tre anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, o in caso di adozione internazionale, nei primi tre anni decorrenti dalle comunicazioni di cui all’art. 54, comma 9, del D.Lgs. n. 151/2001.
- rapporti di lavoro domestico;
- casi in cui il recesso interviene in una delle c.d. “sedi protette” di cui all’articolo 2113, quarto comma, del codice civile o avanti alle commissioni di certificazione di cui all’articolo 76 del decreto legislativo n. 276 del 2003;
- recesso durante il periodo di prova di cui all'art. 2096 c.c.;
- rapporti di lavoro marittimo regolati da legge speciale del Codice della Navigazione;
- dipendenti delle pubbliche amministrazioni.



a cura della Fisac/CGIL di Cesena

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